Abbiamo avuto il piacere di essere intervistati dalla Camera di commercio di Torino a proposito del percorso di creazione di una startup.

L’intervista è stata fatta a Mattia Arimondo e Stefano Melis, che hanno ripercorso un po’ la storia di Nova Stark, raccontando quale sia il processo che porta una grande idea a diventare realtà.

Nel caso di Nova Stark, il progetto ha attraversato diversi step prima di prendere la forma attuale. Nova nasce infatti come tecnologia Smart Home, seguendo l’idea iniziale di Mattia e Stefano, che avevano pensato a lungo all’aspetto tecnologico IoT che caratterizza i dispositivi attualmente in commercio.

A seguito però del contatto con l’ambiente torinese, in particolare grazie al seminario del NiLab organizzato dalla Camera di Commercio di Torino, Nova Stark ha iniziato a plasmarsi secondo l’idea che oggi la caratterizza: una settorializzazione verso il mondo vitivinicolo.

Questo passaggio è stato fondamentale, in particolare perché ci si è resi conto di un problema concreto che oggi affligge le cantine e molti produttori, sia nel territorio piemontese che ovviamente nel resto d’Italia e del mondo: il problema della perdita di prodotto legato all’invecchiamento del vino e alle colmature.

Ed è in questo contesto che le potenti tecnologie IoT, l’Internet delle cose, possono venire in aiuto e risolvere in maniera efficace le problematiche di questo settore. Nova Stark ha, infatti, sviluppato dei sensori che permettono di monitorare costantemente l’ambiente della cantina: in questo modo è possibile controllare umidità, temperatura e CO2 e programmare le colmature, in maniera tale da non dover perdere fino al 10% di prodotto (e profitto) annuo.

La settorializzazione della tecnologia è stato uno dei fattori che ha permesso a Nova Stark di ampliare ulteriormente il proprio network e venire a contatto con tante realtà diverse, tante cantine e tanti produttori, ognuno con le proprie esigenze, che in qualche modo possono tutti beneficiare da una tecnologia comune di monitoraggio.

E tra i tanti fattori importanti, sicuramente avere un team coeso e orizzontale ha fatto sì che il progetto si sviluppasse e prendesse sempre più forma. Infatti, è soltanto grazie ad un team eterogeneo e funzionale, come dice giustamente Stefano, che si possono sfruttare tutte le opportunità cui ci si trova davanti. Parliamo, ad esempio, del supporto da parte dell’i3P del Politecnico di Torino o della grande collaborazione nel settore della ricerca con il Professor Vincenzo Gerbi e la sua Cantina Sperimentale Bonafous, entro cui sono state fatte le primissime sperimentazioni, le quali vanno oggi avanti all’interno di molte altre cantine.

Creare una startup non è un processo semplice, bensì un percorso ad ostacoli che si deve avere la prontezza di superare al giusto momento per arrivare sempre più vicini al proprio traguardo.

Fateci sapere cosa ne pensate di questa intervista e non esitate a contattarci per saperne di più.

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